Il chiodino del Montello

La stagione perfetta per trovarli nel sottobosco è sicuramente l’autunno. Si presentano in gruppi, a volte anche molto numerosi, alla base dei trochi degli alberi. La particolarità del Chiodino è sicuramente il gusto: a seconda dell’albero sotto il quale nasce e dal terreno circostante ne assimila i sapori. Gli alberi con cui prevalentemente si associa sono la Robinia, il Castagno, il Faggio, il Tiglio, la Quercia, il Gelso, il Ciliegio, vari alberi da frutto e le Rosacee. 

Se finora abbiamo citato solo aspetti positivi, è da affermare, però, che il Chiodino è un fungo molto ingannevole, motivo per il quale è responsabile del 70% delle intossicazioni lievi da funghi. Bisogna, infatti, seguire le dovute avvertenze per evitare di ingerire tossine velenose. Tra i consigli che vogliamo fornirti, vi suggeriamo di:

  • bollirli precedentemente prima di cucinarli (anche se precedentemente congelati a crudo);
  • non raccoglierli dopo una brinata;
  • non consumarli se si è intolleranti a questa specie di fungo.

Dopo aver seguito queste accortezze, siamo pronti per metterci ai fornelli!

Sia chiaro, rimane un fungo non pregiato e totalmente diverso da un porcino o da un ovulo, ma il suo gusto e la sua consistenza lo hanno reso uno tra i più versatili in cucina. Il Chiodino del Montello ha uno spettro di applicazione tale che si può abbinare a qualsiasi portata: dall’antipasto, al primo, dal secondo, al contorno.

Il suo sapore dolce e il suo aroma speziato lo rendono perfetto per arricchire il sapore di molti piatti, come risotti, minestre e sughi. Può essere anche tagliato a fettine sottili e saltato in padella con erbe e spezie per creare un contorno saporito. Il Chiodino, inoltre, è l’ideale contorno di ogni piatto di carne: da uno spezzatino ad una costata di Fassona, da un petto di pollo ai ferri a una scaloppina. In aggiunta, meglio di ogni fungo, si sposa alla perfezione con il formaggio cotto, con la polenta, con le lumache in “tecia” ed è principe quando accompagna la selvaggina.

Dopo un’interessante conversazione con Paolo della “Locanda al Cacciatore”, ci ha consigliato il menù perfetto per una cena tra amici a base proprio di chiodini:

  • Antipasto: piatto di soppressa con chiodini e polenta
    Un classico della tradizione veneta a cui consigliamo l’accompagnamento di un buon calice di prosecco Siro;
  • Primo: risotto ai chiodini
    Un contrasto tra la dolcezza del riso con la sua mantecatura ed il gusto deciso e secco del chiodino, da abbinare con un cabernet della cantina Cecchetto;
  • Secondo: spezzatino di cinghiale con chiodini
    Con il giusto equilibro tra i due ingredienti, l’esplosione del gusto in bocca è assicura: il consiglio di Paolo è ricaduto in un abbinamento con il Recantina, un rosso fantastico della cantina Serafini & Vidotto.