Domenica Spiedo
La domenica alla Locanda al Cacciatore comincia quando il paese dorme ancora.
La sveglia suona poco dopo le 4 del mattino. Fuori è ancora buio, ma in cucina e nel nostro plateatico iniziano già i riti più antichi, quelli che amiamo di più: accendere il fuoco e preparare la carne per lo spiedo.
La carne viene disposta con grande cura, pezzo dopo pezzo, seguendo l’ordine preciso che permette il miglior equilibrio tra le diverse carni.
Intanto, guardando fuori, si vede la legna che, infuocandosi, si trasforma lentamente e dà vita alle braci.
Non c’è fretta.
Lo spiedo non ama la fretta.
Poco dopo le 6 lo spiedo sale sull’altare delle braci per cominciare il suo lungo viaggio.
Il fuoco lavora piano, il grasso sfrigola, il profumo si alza nell’aria e la cottura procede lenta e paziente per più di sei ore.
È un tempo fatto di attenzioni — sale, pepe e spezie —
di esperienza — mantenere sempre un calore costante —
e di tradizione — innaffiare lo spiedo con vino bianco locale.
Un tempo che non si può accorciare.
Solo quando tutto è perfetto, lo spiedo è pronto.
Pronto per arrivare sulle vostre tavole,
oppure per essere portato a casa, condiviso con famiglia e amici.
Perché la domenica, alla fine, ha sempre lo stesso profumo:
quello dello spiedo che gira lentamente sulle braci.



